
- Iraq 80 mila morti dal 2003
- Israele-Palestina 5 mila morti dal 2000
- Libano 1.200 dal 2006
- Turchia-Kurdistan 40 mila morti dal 1984
- Afghanistan 25 mila morti dal 2001
- Pakistan-Waziristan 3 mila dal 2004
- Pakistan-Balucistan 450 morti dal 2005
- India-Kashmir 90 mila morti dal 1989
- India-Nordest 50 mila morti dal 1979
- India-Naxaliti 6 mila morti dal 1967
- Sri Lanka-Tamil 68 mila morti dal 1983
- Birmania-Karen 30 mila morti dal 1988
- Thailandia-Sud 2 mila morti dal 20044
- Filippine-Mindanao 150 mila morti dal 1971
- Filippine-Npa 40 mila morti dal 1969
- Russia-Cecenia 250 mila morti dal 1994
- Georgia-Abkhazia 28 mila morti dal 1992
- Georgia-Ossezia 2.800 morti dal 1991
- Algeria 150 mila morti dal 1991
- Costa d’Avorio 5 mila morti dal 2002
- Nigeria 11 mila morti dal 1999
- Ciad 50 mila morti dal 1996
- Sudan-Darfur 2 mila morti dal 2003
- Rep.Centrafricana 2 mila morti dal 2003
- Somalia 500 mila morti dal 1991
- Uganda 20 mila morti dal 1986
- Congo R.D. 4 milioni di morti dal 1998
- Colombia 300 mila morti dal 1964
- Haiti 1.500 morti dal 2004
"Carta Canta". Nel mondo sono in corso 29 guerre e il rumore delle armi comincia già a farsi sentire in altri 10 paesi. Bisogna tornare indietro nel tempo, direttamente alla seconda guerra mondiale, se si vuol trovare una situazione tanto drammatica umanitariamente e geopoliticamente. I media occidentali bombardano continuamente l'opinione pubblica sui conflitti in Iraq, Afghanistan, Libano e Palestina, data la stretta correlazione di interessi economici, militari, politici e sociali, ma ciò non ci esime dall'informarci e dal rammentarci che il sangue, che ha per tutti lo stesso colore, scorre abbontandemente, spesso da decenni, in altri 24 paesi nel silenzio più assoluto. Su cinque continenti, 3 (America, Europa, Oceania), vivono nel benessere materiale ed in pace, 2 (Africa e Asia) conoscono la guerra, la morte e la sofferenza fisica e morale. Se il panorama di tanta ingiustizia già di per sè dovrebbe disarmarci ed indurci al cambiamento, non berremmo forse un calice ancora più avvelenato nel saper che quei fratelli, sono anche "figli", spesso condannati a morte, del nostro sistema del consumo? "Intelligenti pauca".
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