"Il piacere dei giovani è la disubbidienza, il guaio è che oggi non ci sono più ordini."mercoledì 12 settembre 2007
Loreto controcorrente
"Il piacere dei giovani è la disubbidienza, il guaio è che oggi non ci sono più ordini."martedì 4 settembre 2007
Errori prospettici
Il mondo ha svoltato a destra: forse è sempre stato dove è nato, ma sicuramente ha accelerato la sua corsa conservatrice a partir dal crollo dell'orso sovietico nel "lontano" 1991. Al contrario il braccio di ferro tra le due superpotenze (Usa vs Urss), durato più di quattro decenni, aveva creato, in particolare in Europa, un sistema misto sotto molteplici aspetti: in politica si fondevano socialismo e capitalismo, senza sconfinare nella rispettive degenerazioni del comunismo e del liberismo. In economia all'impresa privata si affiancava quella pubblica; in ambito religioso la laicità fungeva da spartiacque tra il fondamentalismo religioso ed il laicismo. Il Continente accoglieva i benefici di ciascun sistema rifiutandone gli eccessi. "In medio stat virtus".
Il crollo dell'impero sovietico ha dato il via ad una finta gara in cui i corridori son tanti ma in realtà il potenziale vincitore è unico per manifesta superiorità: gli Usa hanno esteso infatti il loro dominio non più solo su America ed Europa occidentale, parte dell' Africa e dell'Asia, ma sul mondo intero, con le uniche sempre più isolate eccezioni di Cuba, Corea del Nord, Iran e forse Cina. Globalizzazione, "pax americana" ed impero son sinonimi usati differentemente soltanto in relazione alla prospettiva. Ma parallelamente all'estensione "esterna", gli Stati uniti hanno conosciuto una profonda metamofosi "interna": da liberisti son diventati iperliberisti, estendendo il modello in tutto il globo senza più alcuna resistenza. Ora iperliberismo vuol dire progresso tecnologico e regresso umano, ricchezza ma anche disuguaglianza, ma soprattutto conservatorismo politico-economico unito ad ansia rivoluzionaria in campo morale, in particolare in ambito sessuale. In una parola destra, magari non nazionalista o fascista, forse pure democratica, ( i dubbi sorgono visti il ruolo della plutocrazia e dell'oligarchia nelle moderne società occidentali), a prescindere dal bipartitismo anglosassone in cui le due facce, democratica e repubblicana, appartengono alla stessa medaglia. Anzi più che destra, estrema destra.
Ora fatte queste premesse, come si può nel dibattito politico italiano, parlar di "sinistra radicale", di centro-sinistra e di centro-destra? Come può in ambito religioso parlarsi di laicismo? Rimanendo alla politica, se si prendono a riferimento i giusti modelli teorici, tutto il nostro sistema partitico appartiene alla destra (An ed Udc, Udeur, Margherita e vertici Ds, quindi Pd) se non all'estrema destra (Fi, Lega), con qualche sparuta minoranza, sempre più isolata negli ambiti nazionale d internazionale, al centro ( Rifondazione, Verdi Sdi e Sd) ed al centro-sinistra (Pdci). Esiste allora un unico Partito, come il Socing di orwelliana memoria. I mass-media ed i partiti di destra ci dicono che la sinistra è "radicale" soltanto per abbattere le ultime vestigia dello Stato sociale e per demonizzare come estremistico il moderato, ridotto ad innocua minoranza, che cerca di non conformarsi del tutto e che se estremizza, sbagliando, viene represso e posto in pubblica gogna (vd. brigatismo o terrorismo islamico o laicismo anticlericale). E dato che "tanto più fitto è il grano tanto meglio lo si taglia" la stessa strumentalizzazione colpisce l'islam o gli "stati canaglia" o la critica sociale interna. Gli estremismi allora crescono, la propaganda li giustifica e li sospinge, e noi stiamo a guardare.
lunedì 3 settembre 2007
Progresso/Regresso
"Il futurismo si fonda sul completo rinnovamento della sensibilità umana avvenuto per effetto delle grandi scoperte scientifiche. Coloro che oggi fanno uso del telefono, del telegrafo e del grammofono, del treno, della bicicletta, della motocicletta, dell'automobile, del transatlantico del dirigibile, dell'aeroplano, del cinematografo, del grande quotidiano, non pensano che queste diverse forme di comunicazione, di trasporto e d'informazione esercitano sulla loro psiche una decisiva influenza".(Filippo Marinetti)
sabato 1 settembre 2007
"Rassicurazioni" Generali
"Accipe nunc Danaum insidias, et crimine ab uno disce omnes".Or ascoltate le malizie de' Greci; e da quest'uno conosceteli tutti.
Con generalizzazione viene indicato sia il processo cognitivo che la conoscenza risultante da questo processo.
La generalizzazione è il processo attraverso il quale viene associato ad una varietà di elementi/esperienze il medesimo significato. Con generalizzazione viene indicato anche ciascun significato ottenuto attraverso questo processo.
La generalizzazione ha la funzione di attenuatore di varietà degli elementi/esperienze allo scopo di semplificarne la gestione.(Definizione di "generalizzazione" dall'enciclopedia online Wikipedia)
Ma ora in Cristo Gesù voi che un tempo eravate lontani siete diventati vicini mediante la morte violenta di Cristo. Egli infatti è la pace. Lui che ha fatto le due parti le ha ridotte ad unità. Ha sbriciolato questa parete che sta in mezzo e che separa. Cioè l'inimicizia l'ha distrutta mediante la sua carne.
(Lettera agli Efesini, Cap.2 vv.-13-15)
Buone notizie: la globalizzazione sta riportando sempre più in auge uno sport che si pensava e sperava ormai caduto in disgrazia: la generalizzazione. L'evoluta materia grigia collettiva, testa d'ariete del progresso tecnologico (giustamente quanto di più benefico per la felicità con la F maiuscola), sembra oggi presa dalla compulsione alla semplificazione (eufemismo che andrebbe sostituito col legittimo titolare in campo: banalizzazione). Varietà, pluralità, sfumature più che come sinonimo di ricchezza eterogenea, vengon viste con irrefrenabile e malcelata diffidenza. Associazioni mentali altamente qualificanti come Islam=terrorismo, sinistra=comunismo, pace=ignavia, immigrazione=delinquenza, Occidente=progresso, Italia=delinquenza (vd. reazioni tedesche ed europee il plurice omicidio a Duisburg) , ebraismo=usura, si diffondono sempre più rapidamente nell'opinione pubblica senza incontrar resistenza. Ignoranza e paura, rispettivamente ed intercambilmente madre e figlia della stupidità, consumano indisturbate il lauto banchetto delle relazioni umane.
Siamo sulla difensiva: a prescinder da una reale od effettiva minaccia esterna (islamica, cinese, laicista etc) adottiamo sempre più la generalizzazione perchè percepiamo un pericolo, ci attiviamo ed abbiamo bisogno di creare un fantasma dai contorni netti contro cui cominciare l'inseguimento. Se soltanto cominciassimo a concentrarci sul "noi" più che sul "voi", capiremmo che abbiamo paura del "diverso" perchè abbiamo paura di noi stessi e che l'intolleranza, una volta penetrata nell'animo, lì rimane senza distinguer più tra ciò che è "nostro" e ciò che è "vostro".
Paradossale sorte quella dell'Occidente, alla ricerca continua più che di valori fondanti, di stampelle su cui reggersi: il tanto sbadierato "cemento" della religione infatti si nutre di paura e spinge all'azione violenta, mentre la sua "sorella minore", la fede, che va da due millenni ripetendo, almeno in ambito cristiano, "non abbiate paura" (è la frase che Cristo nei Vangeli usa con più ricorrenza) e "pax vobis", giace in disparte ignorata. Quanto di più sbagliato per se stessi e per gli altri in un'epoca la cui unica passione è la paura.
