"Accipe nunc Danaum insidias, et crimine ab uno disce omnes".Or ascoltate le malizie de' Greci; e da quest'uno conosceteli tutti.
Con generalizzazione viene indicato sia il processo cognitivo che la conoscenza risultante da questo processo.
La generalizzazione è il processo attraverso il quale viene associato ad una varietà di elementi/esperienze il medesimo significato. Con generalizzazione viene indicato anche ciascun significato ottenuto attraverso questo processo.
La generalizzazione ha la funzione di attenuatore di varietà degli elementi/esperienze allo scopo di semplificarne la gestione.(Definizione di "generalizzazione" dall'enciclopedia online Wikipedia)
Ma ora in Cristo Gesù voi che un tempo eravate lontani siete diventati vicini mediante la morte violenta di Cristo. Egli infatti è la pace. Lui che ha fatto le due parti le ha ridotte ad unità. Ha sbriciolato questa parete che sta in mezzo e che separa. Cioè l'inimicizia l'ha distrutta mediante la sua carne.
(Lettera agli Efesini, Cap.2 vv.-13-15)
Buone notizie: la globalizzazione sta riportando sempre più in auge uno sport che si pensava e sperava ormai caduto in disgrazia: la generalizzazione. L'evoluta materia grigia collettiva, testa d'ariete del progresso tecnologico (giustamente quanto di più benefico per la felicità con la F maiuscola), sembra oggi presa dalla compulsione alla semplificazione (eufemismo che andrebbe sostituito col legittimo titolare in campo: banalizzazione). Varietà, pluralità, sfumature più che come sinonimo di ricchezza eterogenea, vengon viste con irrefrenabile e malcelata diffidenza. Associazioni mentali altamente qualificanti come Islam=terrorismo, sinistra=comunismo, pace=ignavia, immigrazione=delinquenza, Occidente=progresso, Italia=delinquenza (vd. reazioni tedesche ed europee il plurice omicidio a Duisburg) , ebraismo=usura, si diffondono sempre più rapidamente nell'opinione pubblica senza incontrar resistenza. Ignoranza e paura, rispettivamente ed intercambilmente madre e figlia della stupidità, consumano indisturbate il lauto banchetto delle relazioni umane.
Siamo sulla difensiva: a prescinder da una reale od effettiva minaccia esterna (islamica, cinese, laicista etc) adottiamo sempre più la generalizzazione perchè percepiamo un pericolo, ci attiviamo ed abbiamo bisogno di creare un fantasma dai contorni netti contro cui cominciare l'inseguimento. Se soltanto cominciassimo a concentrarci sul "noi" più che sul "voi", capiremmo che abbiamo paura del "diverso" perchè abbiamo paura di noi stessi e che l'intolleranza, una volta penetrata nell'animo, lì rimane senza distinguer più tra ciò che è "nostro" e ciò che è "vostro".
Paradossale sorte quella dell'Occidente, alla ricerca continua più che di valori fondanti, di stampelle su cui reggersi: il tanto sbadierato "cemento" della religione infatti si nutre di paura e spinge all'azione violenta, mentre la sua "sorella minore", la fede, che va da due millenni ripetendo, almeno in ambito cristiano, "non abbiate paura" (è la frase che Cristo nei Vangeli usa con più ricorrenza) e "pax vobis", giace in disparte ignorata. Quanto di più sbagliato per se stessi e per gli altri in un'epoca la cui unica passione è la paura.
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