domenica 26 agosto 2007

"Ahi serva Italia"

"Ahi serva Italia, di dolore ostello,
nave sanza nocchiere in gran tempesta,
non donna di province, ma bordello!"
Purgatorio, Canto VI, vv. 76-78

Nel bel mezzo non del "cammin di nostra vita", (anche se ben possiam dire di trovarci in una "selva oscura") ma del "revival" di antipolitica che ultimamente scuote strati via via crescenti di opinione pubblica in Italia, promettendo più che rovesci sparsi una vera e propria tempesta, ("Memento" Mani Pulite), Contribuenti.it, un’associazione che tutela gli interessi dei contribuenti italiani, ha condotto uno studio volto all’analisi della flotta di auto con conducente a disposizione dei dipendenti di Stato, Regioni, Province, Comuni, Municipalità, Comunità montane, Enti pubblici, Enti pubblici non economici e Società misto pubblico-private.
Il risultato dell’indagine è un per nulla invidiabile record mondiale per l’Italia, risultato il Paese con il più elevato numero di auto blu al mondo: 574.215 automobili.Al secondo posto ci sono gli Stati Uniti d’America: 73.000 (!), Francia 65.000, Gran Bretagna 58.000, Germania 54.000, Turchia 51.000, Spagna 44.000, Giappone 35.000, Grecia 34. 000 e Portogallo 23.000.Il problema non sembra avere soluzione: dal 2001 al 2006, alla voce «noleggio di automezzi» nel bilancio delle spese che gravano sulle casse dello Stato si è verificata una vera impennata; i costi sono cresciuti da 28 a 140 milioni di euro, pari a un aumento reale del 357%.
I numeri parlano da soli e sono lo specchio di un fenomeno di più vaste dimensioni: senza generalizzare, può ben affermarsi che la politica nella sua interezza e salvo rare eccezioni che confermano la regola, ha perso, se mai in Italia l' ha avuta, la sua funzione di guida morale e quel rapporto di trasparenza col corpo elettorale che è alla base di una sana ed efficiente democrazia. Leggi, tagli alle spese e altisonanti proclami non possono mutare l'impressione che la politica attuale si sia mutata il lobby e la convinzione che solo un rinascimento etico-politico e sociale che parta dai settori più illuminati della società civile per espandersi all'intera base della comunità sino a raggiungere le classi dirigenti, possa davvero cambiar le cose.

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