
Blu: Abolita per tutti i crimini.
Verde: Abolita per tutti i crimini tranne in circostanze eccezionali (come la guerra).
Arancione: Legale ma mai utilizzata o non utilizzata da molto tempo.
Rosso: Usata come forma legale di punizione.
La mano del boia arretra progressivamente. Nel 2006 le esecuzioni sono scese a 1.591 rispetto alle 2.148 dell’anno precedente, anche se il numero dei paesi che l’hanno applicata è cresciuto (25 rispetto ai 22 del 2005). Oggi 128 paesi nel mondo hanno abolito la pena di morte, divisi fra gli 88 abolizionisti di diritto, i 29 che da oltre 10 anni non eseguono più condanne e gli 11 paesi che la prevedono in caso di crimini eccezionali. Fra i 69 che mantengono in vigore la pena capitale molti meno emettono condanne capitali (le 3.861 emesse l’anno scorso si riferiscono infatti a 55 paesi), e il 91 % delle esecuzioni nel 2006 è avvenuta in soli sei paesi. Il primato spetta ancora alla Cina – che consente la pena di morte anche per reati finanziari e di corruzione - con oltre 1000 esecuzioni ufficiali, anche se Amnesty non esclude il numero effettivo si aggiri intorno alle 7.500 e le 8.000 persone. Oltre al Pakistan e al Sudan a destare maggiori preoccupazioni sono Iraq e Iran. A Baghdad infatti, dalla reintroduzione della pena capitale nel 2004, 270 persone sono finite nel braccio della morte e almeno 100 sono state giustiziate mentre Teheran ha ordinato 177 esecuzioni, il doppio del 2005. Eppure qualcosa si sta muovendo, il parlamento iraniano sta considerando una proposta di legge a tutela dei minorenni, mentre negli Stati Uniti (53 esecuzioni nel 2006 e circa 3200 persone nel braccio della morte) molte esecuzioni si sono fermate a causa di ricorsi legali e delle “preoccupazioni sull’umanità dell’iniezione letale”. Ma nel frattempo nel mondo fra 19.000 e 24.000 persone restano in attesa di un’esecuzione.
Se questi sono i dati, come giudicare la "perla" del sistema sanzionatorio dell' "Ancien Regime", se non che riesce a compattare efficacemente quattro principi diversi, talvolta antitetici, come giustizia, utilità, efficacia e pietà nella sua ferma condanna ?
Cesare Beccaria, inaugurando un nuovo corso nella riflessione giuridico-penale e più in generale nella sensibilità occidentale, diceva in " Dei delitti e delle pene": « Parmi un assurdo che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ordinino un pubblico assassinio ».
Garantismo vero su temi veri, non garantismo di facciata per coprir l'ingiustizia e giustificar l'impunità ( vd. reazioni mediatiche ai casi che hanno esposto l'Italia all'europeo ludibrio: Mani Pulite, Affittopoli, Calciopoli, Vallettopoli etc).
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